dic 222015
 
Immagine che ritrae la protesi d'anca scomposta nelle sue componenti.
Immagine di una radiografia che mostra la protesi inserita nell'anca.
Immagine del dottor Alvise Marton che effettua un controllo post operatorio ad un paziente.
Immagine del dottor Alvise Marton che effettua un controllo post operatorio ad un paziente.

La protesizzazione totale dell’anca è divenuta il trattamento più efficace nelle patologie degenerative per la risoluzione del dolore e delle limitazioni funzionali. Indicata quando risultano inefficaci i trattamenti conservativi come i farmaci, la terapia fisica o riabilitativa o quando la funzione articolare risulta gravemente compromessa da non soddisfare le necessità del paziente.

Il dolore cronico all’articolazione dell’anca può risultare invalidante per persone di ogni età, rendendo difficile e doloroso lo svolgimento di normali atti quotidiani come indossare le calze, allacciare le scarpe, alzarsi da una sedia e camminare anche solo per brevi tragitti. La principale causa di dolore cronico è rappresentata dal deterioramento della cartilagine, la cui funzione è quella di rendere scorrevoli le superfici articolari. La causa più frequente di deterioramento della cartilagine è rappresentata dall’artrosi; altre cause sono le artriti; la necrosi asettica della testa femorale; postumi di fratture; la displasia congenita dell’anca.

Una protesi d’anca è un’articolazione artificiale realizzata in lega metallica (generalmente di titanio) accoppiata con materiali plastici o ceramiche, che sostituisce l’anca ammalata, eliminando la fonte del dolore in modo efficace e permanente. Il punto cruciale di una protesi d’anca è l’accoppiamento articolare che rappresenta il vero cuore dell’impianto e ne determina la durata. La mobilizzazione asettica causata dai detriti liberati nell’articolazione dall’usura delle componenti è attualmente la complicanza più frequente che determina lo scollamento dell’impianto e la necessità di revisione.

Le protesi di ultima generazione, rendono disponibili accoppiamenti articolari con materiali che offrono un’alta resistenza all’usura e grande stabilità articolare. Con le componenti in ceramica è possibile ridurre ulteriormente l’usura e la liberazione di particelle, questo è tanto importante quanto più giovane ed attivo è il paziente. Ogni accoppiamento articolare presenta comunque dei lati negativi che non sono ancora risolti, in particolare per gli accoppiamenti ceramica su ceramica la fragilità intrinseca del materiale espone al pericolo di rotture con necessità di revisione dell’impianto.

La moderna chirurgia dell’anca con una tecnica mini invasiva che rispetta i tessuti muscolari minimizzando il sacrificio osseo oltre a ridurre in maniera importante la cicatrice chirurgica, offre ulteriori notevoli vantaggi come diminuzione del dolore post-operatorio; minor perdita di sangue; riduzione significativa del rischio di lussazione; precoce ripresa delle attività quotidiane; ridotta degenza ospedaliera; riabilitazione in tempi brevi.

Normalmente il paziente effettua in regime di Day Hospital tutti gli esami necessari e un pre deposito di sangue per un’eventuale autotrasfusione. Dopo l’intervento, la degenza media presso il reparto è di 4 giorni. Il paziente viene in seguito trasferito al reparto di rieducazione funzionale ove e si dà inizio a una terapia rieducativa personalizzata che può continuare a domicilio.